Pierre Fournier

violoncellista

Pierre Fournier

Nato a Parigi il 24 giugno 1906, iniziò a studiare pianoforte a sette anni, ma nel 1915 venne colpito dalla poliomielite a una gamba. La madre gli propose, per distrarlo, di passare a un altro strumento con il quale non fosse necessario utilizzare i pedali. La scelta cadde sul violoncello.
Il piccolo Pierre si appassionò talmente al nuovo strumento, da entrare a tredici anni al Conservatorio nella classe di violoncello di Paul Bazelaire.


Terminati gli studi, iniziò la sua carriera, al principio non facile.
Egli stesso ricorda di non essersi risparmiato la fatica, di aver conosciuto momenti difficili. Ma la perseveranza nonostante le difficoltà lo condusse a intraprendere nel 1936 la carriera internazionale.
Poco dopo però scoppiò la guerra e Pierre Fournier si trasferì da Parigi a Rennes, in Bretagna, per seguire come solista la Radio Nazionale che là si era spostata.

Dopo la guerra, riprese le tournée intorno al mondo.


Era un uomo riservato, che nei tratti ricordava un signore di altri tempi, elegante e distinto.

Il suo stile, raffinatissimo e profondamente sensibile.
Non suonava per ottenere un effetto, ma conservava sempre come una riservatezza che conferiva al suo suono un che di intimo e di avvincente.

Studiava senza tregua, migliorando quello che padroneggiava già, desiderando progredire sempre di più. A questo proposito scrisse :
« Amare la musica significa non fermarsi mai, non considerarsi mai arrivati, ma saper ripartire ogni giorno verso l’orizzonte infinito e distante della perfezione ».


Si dedicò a ricerche importanti sul problema dell’archetto e sull’utilizzo della mano destra :

« ... mentre con la mano sinistra si formano le note e si traduce la scrittura, con la destra si parla, si canta. La destra è fondamentale per la sonorità, per il fraseggio ».

 

Nel 1956, Fournier si trasferì definitivamente in Svizzera, a Ginevra, senza però rinunciare alla cittadinanza francese, e là morì l'8 gennaio 1986, dopo un ictus che l’aveva colpito nel novembre 1985 e l'aveva lasciato parzialmente paralizzato.


Nella sua discografia, rifulgono le incisioni delle Suite per violoncello di Bach.