Federico II di Hohenzollern

re di Prussia, flautista

Federico II di Hohenzollern

Federico II di Hohenzollern re di Prussia, Friedrich der Große, nacque il 24 gennaio 1712 a Berlino, figlio di Federico Guglielmo I. Il padre l'avrebbe voluto educare secondo i principi del luteranesimo, e prepararlo a essere uomo di Stato, ma anche addestrarlo all'esperienza e al comando militare. 
Il giovane principe prediligeva invece la letteratura e la musica e amava circondarsi di intellettuali, soprattutto illuministi francesi. Il padre cercò in tutti i modi di impedire queste tendenze e ai suoi precettori proibì di insegnargli tali generi di materie, soprattutto latino e filosofia. Ma Federico continuò a leggere di nascosto i classici, con una predilezione per Cicerone e le vite dei filosofi  e degli imperatori romani. 

Pur rispettando le tappe educative, soprattutto quelle di natura militare, imposte dal padre, Federico riuscì a dedicarsi alle letture, creando una personale e segreta biblioteca di tremila volumi, tra i quali spiccavano i nomi di Voltaire, Locke, Descartes. Questo amore per la filosofia stimolò e accrebbe la sua intelligenza, creando in lui un'autonomia di pensiero.

Il 31 maggio 1740 Federico II venne incoronato Re e dimostrò subito di avere le idee chiare riguardo la linea politica da adottare nel governo dello Stato.

Fra gli illuministi francesi, ammirava in particolare Voltaire. Sotto la guida di Voltaire,Federico promosse lo sviluppo intellettuale del paese : primo fra i regnanti d’Europa, stabilì l’obbligo dell’istruzione statale e la totale tolleranza religiosa. Quando morì Federico, in Prussia il 98 per cento della popolazione era alfabetizzata.

In politica interna Federico, attuò una serie di riforme amministrative e burocratiche che portarono in breve tempo al consolidamento dello Stato e a riempirne le casse. Nell’ambito economico favorì lo sviluppo di manifatture, industria, miniere, agricoltura e commercio. In pochissimi anni Federico si impose all’opinione pubblica internazionale del tempo come  il principale esponente dell’assolutismo illuminato. Il piccolo Paese ereditato dal principe un tempo ribelle in pochi anni divenne vasto come territorio e anche una grande potenza. 

Durante il suo regno, la popolazione prussiana passò da circa due milioni e mezzo a cinque milioni. Anche perché la sua tolleranza religiosa attrasse in Prussia una preziosa schiera di artigiani e tecnici, ma soprattutto masse di coloni protestanti, cacciati dagli Stati asburgici a Est. Furono queste masse contadine, su indicazione di Federico a causa delle frequenti carestie di cereali, a dedicarsi alla intensiva coltivazione della patata, che dalla Prussia si diffuse poi in tutta Europa. 

Tutta l’economia prussiana fu impostata all’eliminazione degli sprechi di chi possedeva molto, e nel perseguire severamente chi traeva vantaggi finanziari dalle debolezze e miserie altrui. Nobili e speculatori dovettero improntare la loro vita alla semplicità. 

 
Federico fece della Prussia una potenza militare, e chiamò a corte, oltre a  Voltaire,  musicisti come il flautista Joachim Quantz e il figlio di Bach, Carl Philip Emanuel. 


Invitò anche Johann Sebastian Bach a visitare la reggia di Potsdam, e gli chiese di provare uno dei primi fortepiani.
Poi Bach dedicò a Friedrich der Große  l’Offerta musicale, basata su una melodia che il Re stesso gli aveva suggerito come “tema” su cui improvvisare.

Federico di Prussia era musicofilo, suonava bene il flauto e componeva.

Morì a Potsdam il 17 agosto 1786