barone Gottfried van Swieten

diplomatico, bibliotecario, promotore di Bach

barone Gottfried van Swieten

Gottfried van Swieten (Leida 29 ottobre 1733 - Vienna 29 marzo 1803)

Gottfried, nato in Olanda, trascorse buona parte della sua infanzia  nei Paesi Bassi.
Suo padre, Gerard, era un medico che aveva un'ottima reputazione come ricercatore scientifico e insegnante nel settore medico.
Nel 1745, Gerard van Swieten divenne medico personale dell’imperatrice Maria Teresa, e si trasferì a Vienna con la famiglia. 

Il giovane Gottfried, dopo gli studi giuridici, fu avviato alla carriera diplomatica e dal 1755 al 1764 rappresentò la Corte di Vienna a Bruxelles, Parigi, Varsavia e per un breve periodo in Inghilterra.

Nel 1770 Gottfried van Swieten divenne ambasciatore straordinario a Berlino, dove rimase fino al 1777. Il barone era un appassionato cultore di musica, compose perfino delle Arie e delle Sinfonie. 

Pare che fosse stato addirittura il re Federico di Prussia a introdurre Gottfried van Swieten alla musica di Bach.
Fra i berlinesi, c'erano molti allievi, diretti o indiretti, di Johann Sebastian Bach. Essi curavano che le sue composizioni fossero conservate. Si raccoglievano manoscritti bachiani e al tempo del soggiorno del barone esisteva a Berlino una comunità bachiana. il barone aderì presto alla causa di Bach.  
Il barone ebbe dei contatti con alcuni allievi di Bach e sostenne la carriera di CPE Bach, commissionandogli fra l’altro le sei Sinfonie per quartetto d'archi. 

Nel periodo berlinese egli ne approfittò per setacciare la città alla ricerca di manoscritti di JS Bach e Handel che avrebbe poi portato a Vienna al termine del suo incarico.


Ritornato a Vienna, Gottfried van Swieten trascorse il resto della sua vita nella Biblioteca Imperiale come prefetto.

Nel periodo 1782-1783, van Swieten condivise con Mozart i manoscritti bachiani.
Alla domenica mattina, Mozart si recava alla residenza del barone van Swieten, situata all'interno della Biblioteca. Su suggerimento del barone, Mozart trascrisse per due violini, viola e basso [K 405 ] cinque Fughe a tre e quattro voci dalla seconda parte del Clavicembalo ben temperato bachiano (n. 2, 7, 9, 8 e 5).   
La frequentazione di questi manoscritti influenzò profondamente le composizioni mozartiane successive all'incontro di Mozart con il barone. 
Anche altre composizioni di Bach colpirono Mozart, in particolare l'Offerta Musicale e l'Arte della Fuga.

In una lettera al padre Leopold, Mozart accenna alle sue visite domenicali al barone, durante le quali era riuscito a crearsi una collezione di Fughe di Johann Sebastian e di CPE e di Wilhelm Friedemann. Mozart commenta anche la morte, avvenuta nel gennaio 1782, di Johann Christian Bach, definendola una grave perdita per il mondo musicale. 
Mozart aveva conosciuto Johann Christian Bach quando aveva sei anni, nel 1762, a Londra, e anche questo incontro sarebbe stato fondamentale per la sua arte.
Nel 1789, Mozart si recò a Lipsia e suonò l'organo della Thomaskirche. Nella chiesa di Bach, Mozart si estasiò nell'esaminare i manoscritti dei Mottetti bachiani
 
Gottfried van Swieten ebbe modo di frequentare anche Ludwig van Beethoven, il quale conosceva già il Clavicembalo ben temperato prima di incontrare il barone, grazie al suo maestro Christian Neefe che aveva studiato a Lipsia alcuni anni dopo la morte di Bach. Nel periodo in cui Mozart si  stava appassionando a Vienna ai manoscritti di Bach nella casa del barone, a Bonn il ragazzo Ludwig suonava il Clavicembalo ben Temperato.


Il primo biografo di Bach, Johann Nikolaus Forkel, dedicò al barone van Swieten il suo libro sulla vita di Johann Sebastian (1802), per il suo contributo alla diffusione della musica bachiana.